SUBTERRANEAN HOMESICK BLUES

Aprile 19, 2007 · 18 commenti

di Massimo Orgiazzi

La cronaca è che in tre sono stati ammazzati a Malatya, a est, in Turchia. In una casa editrice protestante sono stati ammazzati tre uomini perché stampavano bibbie. Le vittime erano due turchi cristiani e un tedesco, accusati di fare proselitismo tra i musulmani. Tre dei quattro presi di mira sono stati «legati, bendati e sgozzati », il quarto è grave, dopo essere stata anch’esso accoltellato alla gola. La riflessione, invece, non viene fuori bene come la cronaca: non ha il suo stesso lampo immediato, la stessa impressione solare che viene su dai giornali e dai siti. Perché si sentono già le voci, magari tutte interiori, che affermano, già gridano, che è solo una delle tante disgrazie di questo pianeta tutto osservato, riletto, documentato. Tutto fa brodo: la bambina di 9 anni stuprata, quella ammazzata dai cani, i duecento morti anche oggi a Baghdad, il testamento del killer, la diossina, appena fuori città. Non è che lasciamo tanti, troppo pezzi di noi, nelle storie tentate che sono tutte queste notizie ? E non rimaniamo che vuoti senza sapere che fare, cosa pensare: non è un problema nostro, del resto; da anni è uno spettacolo, ormai. E’ un aprile cruento, di caldo: forse il mondo è in condizioni sbagliate, sta solo soffrendo, ma noi continuiamo quasi senza domande, o monche, tagliate, a correre in questo calore anzitempo. Le risaie, su ad ovest, sono ricolme di acque: mostrano a terra i riflessi di un cielo compiuto, di terra, di nostre giornate via da casa di corsa, come già anni fa. Questo tuo grido farà come vento, / che le più alte cime percuote. E l’aria è già ferma da tempo e il grido è più giù, ancora in silenzio, in un nostro esiliato apolide dentro.

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