Cari amici, qui dico amici
Nel senso vasto della parola:
Moglie, sorella, sodali, parenti,
Compagne e compagni di scuola,
Persone viste una volta sola
O praticate per tutta la vita:
Purché fra noi, per almeno un momento,
Sia stato teso un segmento,
Una corda ben definita.
Dico per voi, compagni d’un cammino
Folto, non privo di fatica,
E per voi pure, che avete perduto
L’anima, l’animo, la voglia di vita:
O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu
Che mi leggi: ricorda il tempo,
Prima che s’indurisse la cera,
Quando ognuno era come un sigillo.
Di noi ciascuno reca l’impronta
Dell’amico incontrato per via;
In ognuno la traccia di ognuno.
Per il bene od il male
In saggezza o in follia
Ognuno stampato da ognuno.
Ora che il tempo urge da presso,
Che le imprese sono finite,
A voi tutti l’augurio sommesso
Che l’autunno sia lungo e mite.
16 dicembre 1986
II vol. delle Opere di Primo Levi, Torino, Einaudi, 1988.
3 risposte finora ↓
Massimo Orgiazzi // Aprile 11, 2007 a 5:06 pm
Ho visto che tra i siti che di solito frequentiamo c’è poca o punta traccia del ventennale della morte di Primo Levi, così ho voluto qui mettere una poesia riportata in un saggio di Gina Lagorio, che ricevette questa poesia per lettera da Primo come saluto natalizio, in cui per lei «trema un mai dimenticato dolore, eppure spira l’umana brezza di una speranza
negli uomini che sulle tracce della fraternità nel comune destino debbono
comunque continuare a procedere, ognuno stampato da ognuno». Quell’ognuno, in questo caso, si chiamava Primo Levi, ed è un’impronta che il tempo non potrà mai cancellare. Al ricordo, al tempo, agli amici, dunque, in questo afoso 11 di aprile a ripensare che 20 anni fa, a Torino, la primavera era una vita intera.
elioslibri // Agosto 14, 2007 a 6:59 pm
sto lavorando ad un articolo su Primo Levi. Lo ho incontrato e intervistato nel 1980.
http://blog.libero.it/elioslibri
Carmelo Duro // Ottobre 20, 2008 a 6:47 pm
Solo una precisazione: “Agli amici”, è stata pubblicata - credo per la prima volta - a pag 3 del giornale “La Stampa” di Torino il 31 dicembre 1985.
Solo un augurio di fine anno?
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