Autocoscienza
di Massimo Orgiazzi
Questo numero segna il ripetersi dell’uscita monotematica de L’Attenzione che, dopo il numero 4 di dicembre 2006 dedicato alla vita dopo la morte, propone il tema del rapporto tra la letteratura e Internet. Il numero segna anche l’ingresso in redazione di un ulteriore componente: Mara Macrì, giornalista e scrittrice, autrice di programmi radiofonici e televisivi, ci offre, assieme agli altri autori partecipanti, un suo articolo sul come il discorso letterario sia costituito e influenzato al giorno d’oggi dal fenomeno di alfabetizzazione informatica e di diffusione telematica delle scritture. In un anno in cui sembra che tale fenomeno stia raggiungendo una possibile “autocoscienza”, segnata da dibattiti, incontri e riflessioni, anche L’Attenzione, progetto/rivista nata nella Rete e dal contributo di persone incontratesi in Rete per spostare il discorso letterario al di fuori di una dinamica chiusa e concentrata sull’hobby delle scritture “di serie B”, desidera dare il suo supporto alla riflessione sul senso della letteratura e delle scritture attraverso i contemporanei mezzi di diffusione elettronica.
Nel periodo dell’inflazione del blog come strumento a costo zero per la gestione dei contenuti, è curioso chiedersi se il loro utilizzo in ambito poetico, narrativo e critico, abbia realizzato risultati degni di nota che possano in qualche modo interfacciare, se non apertamente sfidare sul piano delle ricerche e dei raggiungimenti, il mondo dell’accademia e della grande editoria. Internet ha costituito negli ultimi 8-10 anni il nodo d’incontro di innumerevoli aree di interesse tecniche e di piacere, culturali come di intrattenimento: è stata riconosciuta come un potentissimo strumento emancipatore della conoscenza, dell’archiviazione, della possibilità di incontro di interessi, di organizzazione dei contenuti e delle attività; parimenti è stato evidenziato anche il potenziale appiattimento e l’elevato rischio di omologazione, riduzione a dimensione dopolavoristica di un mezzo che sotto l’apparenza democratica cela meccanismi replicanti apparentemente all’infinito dinamiche escludenti, talvolta autoisolanti, spesso perfettamente autoreferenziali. La riflessione si basa allora su questa domanda: la letteratura - tradizionale e plurimillenario spazio di incontro dell’umanità - può essere costruita e rafforzata, in un momento in cui la visione critica sembra languire e le scritture sono sempre più sottomesse a pure logiche di mercato ? E poi: questa costruzione può farsi forte del lavoro in Rete di questi anni ? E il contributo della Rete è decisivo o no ? L’augurio è che questa ricerca e un nuovo possibile dibattito possano nascere e prendere forma alle basi di un lavoro rigoroso, autorevole e sempre più diffuso che non si fermi alla Rete, ma costituente lo spazio di incontro, virtuale e reale, logico e concreto, del nuovo tempo umano.
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2 risposte finora ↓
Christian Sinicco // Marzo 31, 2007 a 10:37 am
Saluto la carissima Mara! Un abbraccio
Francesco // Aprile 5, 2007 a 2:51 pm
Personalmente credo che internet non possa che essere l’una e l’altra cosa, nel suo “insieme”: formidabile strumento di condivisione e stimolo anche profondo, interessante, capace di tracciare percorsi nuovi per nuovi input artistici, culturali; ma, d’altra parte, inevitabilmente anche formidabile strumento di omologazione perchè nella maggior parte dei casi impossibilitato ad offrire spunti, progetti originali.
Gli spazi sono ormai migliaia e mgliaia per quanto riguarda, ad esempio, la condivisione dell’arte della scrittura. Ma la ricerca, la condivisione profonda, la voglia di andare ben oltre il voler “apparire in vetrina”, non credo che abitino in questi spazi, se non (molto) raramente.
Secondo me.
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