BENO FIGNON - Aforismi

Marzo 29, 2007 · 5 commenti

3573

Se addebiti a qualcuno il non discernimento, se ne offende.

Se gli addebiti la diffidenza, che è la stessa cosa, se ne vanta.

  

3576

III°  Millennio. L’abbiamo smessa definitivamente con il III° Reich o siamo ancora quelli delle III volte del gallo?

  

3578

Il peccato originale è nato dalla diffidenza nei riguardi di Dio e si perpetua con la diffidenza nei riguardi degli uomini.

  

3580

Nella foto l’espressione del volto rivelava tutto quello che lui, intellettuale, aveva capito, cioè tutto. E sembrava che gli bastasse.

  

3582

Un uomo giusto lo si riconosce dall’imbarazzo di fronte a un seppur piccolo privilegio.

  

3585

Il dilemma del diletto per i delitti degli eletti.

  

3586

Veniamo attratti dalle cose belle e da quelle orrende; dalle cose limpide e dalle cose torbide. Ma quelle a cui alla fine aderiamo sono le cose grigie.

  

3587“Chi accresce il sapere, aumenta il dolore” (Qolehlet).

Oggi anche i laureati sono nella completa felicità.

  

3588

Contro la torre del pensiero unico, ben venga la confusione delle lingue.

  

3589

Entusiasmo, vitalità, gioia, dolore, godimento, apprendimento, pensiero. Eppure qualcuno si annoia. Bravo. Come fare zero al totocalcio.

  

3591

Ammettere la nebulosità è già una schiarita.

  

3592

L’anzianità fa grado. Ma anche degrado, soprattutto se l’anziano è lasciato solo in mezzo al guado.

  

3593

Certa umanità opulenta che vive incosciente, come l’adolescente che non ha conosciuto della guerra il niente.

  

3595

L’umanità ha conosciuto le guglie gotiche del mito, della poesia, della eroicità, della filosofia, della santità, da Omero in poi. È il buio antecedente che stenta ad asciugarsi e ancora si ostenta.

  

3597

Le offese fisiche e morali lacerano definitivamente qualcosa e sono il simbolo del cedimento delle cellule. Irreversibile. Il perdono è un pronto soccorso per tirare avanti fino al garage eterno.

  

3598

Adagio a buttare a mare il comune senso del pudore, perché potrebbe essere usato, e spesso, nei confronti di certa indecente politica.

  

3599Salus infirmorum. Ospedale pubblico: per il paziente che libera la corsia, una piccola euforia.

 Ospedale privato: se il paziente prontamente guarisce, il medico un po’ ne patisce.

  

3600

Un moderato che proviene dalla moderazione non è paragonabile a quello che viene dalla radicalità. Il primo non ha la giustificazione dei genitori.

  

3602

Se ogni giorno sarà di ordinaria violenza, il sospetto, anche senza l’apporto dei suoi maestri, non si allontanerà dalla nostra vita. E viceversa, mutatis magistris.

  

3603

Sostengono, contro la tentazione del titanismo, la coltivazione di un logos debole che si invera nella pervasività dei telefonini cellulari.

  

3604

Si è quello che abbiamo ricevuto o dato con o senza avidità.

  

3605

Dio ha mille nomi ed è in mille misteri, ma solo al Dio cristiano è possibile dare del tu, spingere una porta e incontrarlo.

  

3606

Anche nella pausa ci sorregga una pacifica attenzione e consapevolezza che il gioco della vita non ha pause, senza per questo negarci la festa, che del resto non è una parentesi.

  

3607

Viene più incoraggiamento dalla bontà di una persona che scoraggiamento da un esercito di sopraffattori.

  

3608

“Accendere” una pratica non è come rivoltare una zolla. La prima crea un moto perpetuo. La seconda rimette in moto il creato.

  

3609

Fra i tempi esteriori e i tempi interiori si infila la democrazia media dell’orologio.

  

3610

Se l’uomo avesse gli occhi indipendenti, come i camaleonti, avrebbe le idee ancora più confuse. Ma con un occhio potrebbe lavorare in nero e con l’altro tenere d’occhio il fisco. E infine sarebbe in sintonia con la poesia che, come si sa, è strabica.

Categorie: letture

5 risposte finora ↓

  • Berto Piandelli // Marzo 29, 2007 a 11:57 am

    Grandissimo Beno Fignon.
    Quando un giorno tutti i suoi aforismi verranno raccolti in un un unico, grande volume, quello diventerà il “canone” per gli uomini e le donne che cercheranno di vivere in modo giusto.

  • maria pia // Marzo 29, 2007 a 2:41 pm

    Ma come facevo a non aspettarmi che il mio grande amico Beno non scrivesse anche qui?..
    poi, per la proprietà transitiva, ci si reincontra, quelli che lo amano.
    Io che li amo, e li leggo, li regalo, non soltanto a Natale, e agli amici raccomando queste vitamine preziose per la salute dell’anima.
    Occorre un tam tam sulle tue belle poesie.
    Ha ragione Berto, devi riunirle tutte, in una collana aforismatica.. che respira tu tum.
    Maria Pia Q.

    E beno è un fratellino per me, ma maggiore.
    (Sei guarito l’altra sera, ci hai spaventati tutti, il 21 marzo, credo di sì se sei qui oggi, e mi allieta)

  • Sandra Palombo // Marzo 30, 2007 a 10:54 am

    Ottimi quelli che ho letto. I miei prefreiti sino 3588 sono : 3578-82-86-87-88.
    Gli altri li leggerò con calma altrimenti non li apprezzerei come meritano.
    Sandra

  • gughi // Settembre 28, 2008 a 8:00 pm

    A margine di 3365
    Quando si dice ‘immaginario’…
    Qualcuno nell’immenso del nulla declama, guardandosi allo specchio: ‘Eccomi, io, il più bello di tutti gli altri, che mi do del tu e mi incontro’.
    Assolutamente nessuna risposta. Niente.

  • anna maria // Novembre 3, 2008 a 12:13 am

    Aforismi di saggezza e arguzia.
    Per ripassare la vita con quale illuminazione.
    Un piacere

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