di Massimo Orgiazzi
E’ appena stato reso pubblico uno studio di Médiamétrie sul comportamento dei francesi, che dimostra come, per sommi capi, la popolazione attiva su Internet, che nel 2005 era un quarto del totale, nel 2006 sia passata a un terzo. Inoltre, cosa non trascurabile, la stessa fetta di popolazione (rappresentativa su un campione di 9000 persone cui è stato chiesto di annotare ogni quarto d’ora, tutte le loro pratiche multimediali condotte parallelamente alle attività correnti come mangiare, spostarsi, riposare, ecc.) consuma più radio e più giornali rispetto lo stesso periodo di riferimento. Qua un dettaglio della ricerca. Altra cosa ancora da non trascurare è come, sempre secondo Médiamétrie, la crescita del tempo dedicato a Internet non avviene a scapito dei media classici, ma va tutta a scapito di altre attività quotidiane: il riposo, gli spostamenti, il silenzio. Semplice sovraesposizione a oltranza ai media ? O possibilità di creare cultura e civiltà ? Domande importanti prima di tutto per chi scrive e chi legge questi canali. L’«estasi della comunicazione» significa che «il soggetto è vicino alle immagini istantanee e all’informazione, in un mondo sovraesposto e trasparente. In questa situazione, il soggetto diventa un mero schermo, una semplice superficie che assorbe e riassorbe le reti influenti». Jean Baudrillard è scomparso lo scorso martedì.