Riceviamo e pubblichiamo
di Gio Ferri
Carissimi Amici de L’ATTENZIONE,
da tempo volevo congratularmi per la vivacità intellettuale e redazionale della vostra rivista. Bravi ! Leggo buona parte degli interventi ‘estranei’ al dibattito che avete avviato (non tutti, ovviamente, alcuni sono ripetitivi e ‘giocano’ sul sesso degli angeli… a proposito di sesso !). Capisco le diverse posizioni ed è inutile che io le ripeti o commenti nel dettaglio. Anche perché “personalmente” non mi ci sento molto coinvolto a fondo, in effetti.
Mi preccupano di più i diseredati del mondo (più o meno un paio di miliardi), fra i quali una discussione così ‘occidentale’ apparirebbe incomprensibile se non ridicola, se non tragica… Difesa della famiglia? Belle famiglie quelle in cui si crepa ogni giorno di fame, di malaria, di aids, di guerre fomentate dai commercianti d’armi ‘civilizzati’… e non si ha certo tempo, né voglia, né preparazione per discutere, credo, di certe diatribe laico-religiose vecchie come il mondo e anche dai grandi maestri del pensiero sempre, ovviamente, irrisolte e irrisolvibili. Ma brevemente un paio di cose vorrei dirle:
1. è vero: i cattolici ’stretti’ e strettamente praticanti (ma chi sono se benpochi vanno a messa e molti convivono fuori matrimonio - cfr. Casini - e approvano leggi che riconoscono a loro quello che loro non vogliono riconoscere ai cosiddetti pacs?), insomma i cattolici che si dichiarano convinti perché sono entrati a far parte di una coalizione che si è impegnata a rivedere questo problema altrove da tempo bene o male risolto ?
2. la gente come il Cardinal Ruini - oggetto ormai di barzellette - perché, anziché predicare “ex-cattedra” (troppo facile!) non fonda un partito come fece don Sturzo - che nessuno vuol ricordare - ed entra nell’agone politico laico e si fa eleggere e discute “secondo civiltà e democrazia” in parlamento di questi problemi ? Così vedremo anche - utile statistica - chi lo vota;
3. in quanto alla difesa della cosiddetta “famiglia naturale” questa è una fregnaccia certo non degna di tanti illustri intellettuali cattolici, teologi, filosofi, ecc. La famiglia naturale è quella delle origini cavernicole (e anche successive) in cui l’uomo aveva più mogli per un motivo ‘naturale’ molto semplice: la donna perde la sua fertilità a 40 anni, l’uomo la mantiene anche fino a 80. Non è un privilegio maschilista di cui vantarsi, ovviamente: è così in natura, e basta. A proposito di comportamenti e diritti “naturali”. Le “civiltà” di ogni colore hanno cercato di regolare questa naturale situazione e sono nate quindi le leggi che regolano le unioni, i rapporti genetici ed ereditari, le comunità, le nazioni, ecc.
Ma si tratta di leggi - apprezzabilissime - del tutto politico-funzionali, perciò legate a un determinato tempo presistorico o storico che sia, che nulla hanno a che vedere con la “naturalità “dell’uomo, della donna, delle loro necessità riproduttive, delle loro esigenze sessuali e affettive.
Come al solito chi afferma: “dirò due parole”, poi la fa più lunga del lecito!!
Scusatemi. Auguri e buon lavoro.
13 risposte finora ↓
Massimo Orgiazzi // Marzo 11, 2007 a 9:49 am
Grazie a Gio Ferri per l’intervento che, come sempre, essendo opinione, richiederebbe una discussione ed un confronto, anche se percepisco che in qualche modo la discussione su questi temi si sta avviando verso una stagnante polarizzazione. In ogni caso sono perfettamente d’accordo, come detto più volte, col punto 1 espresso da Ferri: se il programma della coalizione prevdeva di affrontare e realizzare pacs e quant’altro, perché firmare il programma e poi tirarsi indietro ? Ipocrisia politica. Sono invece, come più volte parimenti detto, in completo disaccordo col punto 2: la possibilità della Chiesa di esprimersi su questioni etiche, senza per questo “fondare partiti” che, mi permetta Ferri, per quanto ormai scaduti, hanno avuto una valenza ed un’importanza storica non indifferente, è per me è un diritto, come ce l’hanno tutte le “organizzazioni”. Sul punto 3 invece non colgo perfettamente la questione che pone: se intenda dire che la famiglia nasce come concetto prima della visione cristiana (così mi sembra) e con quali finalità lo esprima: se, essendo naturale, la natura della famiglia possa essere variata o meno da leggi politico-funzionali o se sia il caso o meno. Mi scuso per la possibile incomprensione.
Massimo Orgiazzi // Marzo 11, 2007 a 9:53 am
E ovviamente ringrazio Ferri per quanto scrive sulla rivista, nell’auspicio che il confronto aperto, pur nel rispetto delle singole idee e visioni, sia sempre utile, per quanto può, ad una civiltà nel nuovo secolo.
antonella // Marzo 11, 2007 a 11:11 am
punto tre, in ogni caso, anche nel caso di famiglie allargate o di uomini con molte moglie, la naturalità sta nella riproduzione e per mettere al mondo un essere umano ci vuole un atto che deve essere compiuto da una donna e un uomo. non ci sono altre strade, le altre strade sono strade sbagliate, che non portano a niente, strade sterili, percorsi vuoti. la verità è questa , la legge di natura è questa, e non ci sono dico e leggi umane che possano cambiarla. detto chiaramente. antonella
Sebastiano Aglieco // Marzo 11, 2007 a 1:17 pm
l’Amore sì.
Quia fortis est ut mors dilectio.
VDM // Marzo 11, 2007 a 9:19 pm
Una strada sbagliata è quindi l’adozione (la natura prevede che il cucciolo orfano o abbandonato il più delle volte muoia di stenti ). Pensieroni, eh.
Saluti.
Renato // Marzo 12, 2007 a 3:06 pm
Apprezzo la passione di Antonella e la sua sincerità. Avverto che quel che dice non è semplicemente “pensato”, ma vissuto e scolpito nel cuore. Tuttavia mi sorprende l’accenno alla “anormalità” ella “devianza”. Forse è termine ambiguo, che andrebbe chiarito. Chi può, su questa terra, separare a colpi di spada la vita e dire: ecco questo è “normale”, questo no! Probabilmente la biografia di ognuno di noi può gettare una luce chiarificatrice sui nostri comportamenti attuali, e dovremmo avere il coraggio di sfruttare questa luce, questa occasione, per leggerla questa nostra bio-grafia, e magari riscriverla (non senza sofferenza, credo!). La questione è davvero troppo complessa e delicata per puntare il dito su questo o quel singolo individuo.
Un saluto a tutti
Renato
Renato // Marzo 12, 2007 a 4:18 pm
“un mondo di colori ben definiti” (dice Antonella). Insomma, una visione iperottimistica!
Comprendo quel che dici, e concordo sul fatto che oggi ci sia una rincorsa ossessiva verso qualunque “diritto” ci capiti di desiderare. Io ho, e scoprirò di avere, dei limiti. La questione è: fino a che punto posso cercare di superare questi limiti? E come posso “accogliere” positivamente i “miei” limiti se vivo in una cultura tecnico-scientifica che mi educa a non fermarmi mai? Nella frase “Io ho i miei diritti”, la parte ancora non-pensata a fondo è proprio “IO”.
Renato
VDM // Marzo 12, 2007 a 8:33 pm
Letto solo adesso: Antonella, se mi parli di legge di natura, aspettati sarcasmo come il mio (se vuoi prenderlo per sarcasmo…).
antonella // Marzo 12, 2007 a 8:57 pm
cos’è? è peggio?
probabilmente sono troppo antiquata. mi viene il dubbio che i bambini si fanno in un altro modo e io non ne sono al corrente. insomma, che hanno cambiato la legge. vedo che non ci capiamo. vabbè, non fa niente. ciao e grazie, anche per quella cosa diversa dal sarcasmo. con molta serenità. antonella
Gian Ruggero Manzoni // Marzo 13, 2007 a 12:21 am
E’ sempre più ‘rognosa’ ’sta faccenda… sempre più sconcertante. Mah!
sebastiano aglieco // Marzo 13, 2007 a 12:59 pm
Sì, e dolorosa assai. Si colpiscono con le parole le anime delle persone, senza preoccuparsi. Dire a una persona “deviata”: tu non hai diritto di cittadinanza nella Comunità, perché questo è; tu non hai diritto a sentire l’istinto di padre, o di madre, anche se non sei sposato, anche se non puoi avere figli. Tu non hai diritto ad amare. Si butta nella mischia il dolore delle persone, che poi reagiscono, e poi ancora noi contrattacchiamo perché loro hanno reagito. Dire ” non m’importa con chi vai a letto”, come se si trattasse solo di una questione di letto. Girare il coltello nella piaga di chi non può avere figli. Dimenticare che la cosiddetta “devianza” sessuale esiste anche all’interno dell’”ortodossia sessuale”; basta vedere quante cosiddette persone normali praticano pratiche “devianti”. Basta fare un giro in Rete e vedere il mercimonio sessuale che c’è. A tutti i livelli, indipendentemente dal sesso. Ma la famiglia va protetta a tutti i costi, costi quel che costi. Non è per amore questa protezione. Non ci credo. Basta vedere a scuola quanti comportamenti devianti delle cosiddette famiglie normali; quante diseducazioni. Quanta sete d’amore. Condivido con Vincenzo - il sarcasmo è una reazione emotiva ma non cambia le carte in tavola. Teniamo pure i bambini negli orfanotrofi, se serve a salvaguardare il diritto della Famiglia di serie A. Anzi, della famiglia tout court. Sacrifichiamoli pure alla dottrina. Ma un atto d’amore è vasto, disinteressato; avete mai visto una cagna allattare un gattino? Io sì. Questo è contronatura? Forse sì. Ma questo è Amore.
Detto con altrettanta passione, rabbia. Detto con chiarezza,prché è ora di essere chiari. Non per me, che i figli potrei anche averli, ma per quelli che, non sentendosi amati, non amano.
Sebastiano Aglieco
VDM // Marzo 13, 2007 a 8:55 pm
… e quindi? Siamo partiti dai DICO, mi pare; ma forse è proprio meglio chiudere questa cosa rognosa.
Punto linea (come faceva fare la mia maestra alla fine del tema).
antonella // Marzo 14, 2007 a 9:26 am
e quindi niente, mi sono persa e poi è una cosa rognosa, più grande di me, non ho la soluzione. ciao e grazie punto linea. a.
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