
Anche quest’anno, nei giorni del 18, 19 e 20 maggio 2007, la Comunità monastica camaldolese organizza un incontro di “Percorsi Interculturali” dal tema: “Ora vediamo come in uno specchio… (1 Cor. 13,12). Identità e memoria: riflessi condizionati tra corpo e cultura.”
È come se vi fosse più paura di perdere la dottrina che l’esperienza di Cristo. R. Tagliaferri
La ridiscussione che, anche a livello teologico, ritorna sulle problematiche relative al simbolo e al rito del nostro tempo, convoglia al suo interno una serie di quesiti che abbracciano senza soluzione di continuità, a ben vedere, una costellazione multidisciplinare ampia e articolata.
Nella funzione simbolica, infatti, è in gioco il problema della mediazione e della rappresentazione: problema di potere, eminentemente politico. Se il simbolo è visto come coadiuvante esterno, come qualcosa che si aggiunge per favorire la comprensione di un senso già preconfezionato, la parte sensibile, il corpo, viene svalutata e vista come accidentale, accessoria: è il blocco della tradizione, la lingua dei morti e anche, probabilmente, quella della attuale società massmediatica. Il distacco dal corpo e dall’esperienza è, in effetti, del tutto funzionale alla cattura del senso, alla sua manipolazione in vista di una sua più facile assimilazione come mezzo di imposizione di verità fruibili acriticamente. Il corpo, infatti, come correlazione, come mediazione politica del rapporto con la realtà, viene disgiunto, marginalizzato per meglio favorirne il controllo in rapporto al senso, oppure lo si riduce a pura forma biologica, privata di qualsiasi connessione simbolica, e quindi incapace di esperienza.
In una società apparentemente libera e priva di ogni fondamento vincolante, caratterizzata da una legge che vige senza significato (e proprio per questo più pervasiva e onnicomprensiva), ciò che appare, pur negli innumerevoli nascondimenti, è il volto di un sistema assiduo del controllo e della previsione, dell’anticipo e dell’immunizzazione. Anche per questo, il simbolo appare come pericoloso, poiché apre la strada ad una certa quota di “perdita di controllo”. Dovremmo poter recuperare invece una continua tensione tra dottrina ed esperienza, tra logos e biologia, tra innovazione a tradizione, ripetizione ed evento. Il simbolo non è l’acquisizione di una conoscenza, ma piuttosto una sua esperienza: è la comunicazione non di un significato, ma di un incomunicabile, di una pratica che non è, ma fa il senso, modificando profondamente la percezione di chi vi partecipa. Esso avrebbe insomma perso la trasparenza e la sua leggerezza dinamica di specchio da attraversare, di luogo dell’esperire, per diventare cappa superficiale, coperchio pesantissimo, luogo della coltivazione e colonizzazione dei significati, nonché della censura dicotomica della stessa fisicità. Riscoprire e riattivare i riflessi di tale specularità bloccata è forse uno dei gesti imprescindibili per il pensiero della contemporaneità, in grado, proprio attraverso l’analisi della dinamica del simbolo, e anche alla luce delle nuove ricerche delle neuroscienze, di rimettere in moto quel movimento della “potenza del pensiero” in tutte le sue forme viventi e libere, capaci di rispondere a quel mutamento che potrebbe essere indicato con il nome di tradizione.
Per il Comitato Scientifico organizzante l’evento: Andrea Ponso
Programma
Venerdì 18 maggio
ore 19.30 Cena
ore 21.15 presentazione
SANDRO ROTILI – monaco di Camaldoli
Sabato 19 maggio
ore 8.30 Colazione
ore 9.30 CORRADO SINIGAGLIA – filosofo
ANDREA GRILLO - teologo
ore 13.00 Pranzo
ore 15.30 OMAR GALLIANI – artista
GIOVANNI LINDO FERRETTI - musicista
ore 19.30 Cena
Domenica 20 maggio
ore 8.30 Colazione
ore 9.30 ADONE BRANDALISE – teorico della letteratura
ore 13.00 Pranzo
SANDRO ROTILI
nato a Porto S. Elpidio (AP), monaco camaldolese dal 1992.
CORRADO SINIGAGLIA
insegna Filosofia della Scienza all’Università di Milano. Ha pubblicato “La seduzione dello spazio” (Milano 2000) e “Pierre de Fermat” (con G. Giorello, Milano 2001).
ANDREA GRILLO
insegna Introduzione alla teologia liturgica presso l’Istituto di liturgia pastorale di Padova e alla Facoltà teologica S. Anselmo di Roma. Tra le numerose pubblicazioni: “Tempo e preghiera. Dialoghi e monologhi sul Segreto della liturgia delle ore” (Bologna 2001).
OMAR GALLIANI
pittore di fama internazionale, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Negli anni ’80 partecipa al movimento degli Anacronisti (fondato da Maurizio Calvesi). Dal 1978 espone in tutto il mondo.
GIOVANNI LINDO FERRETTI
cantante e scrittore. Nel 1982 con Massimo Zamboni fonda i CCCP. Nel 1992, sempre con Massimo Zamboni e il nucleo dei primi Litfiba, fonda il “Consorzio Suonatori Indipendenti”. Dal 2005 porta in giro per l’Italia i suoi spettacoli.
ADONE BRANDALISE
insegna Teoria della Letteratura presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova. Ha collaborato a Riviste quali “Lettere italiane”, “Studi novecenteschi”, “Immagine riflessa”, “Il centauro”, “Filosofia politica”.
Prenotazioni e informazioni:
FORESTERIA MONASTERO
52010 CAMALDOLI (AR)
Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001
e-mail: foresteria@camaldoli.it
sito web: Monastero ed Eremo di Camaldoli
Sito web del corso:
http://www.camaldoli.it/web_it/pcs/pcs_tema.htm#letteratura
4 risposte finora ↓
antonella // Marzo 6, 2007 a 2:24 pm
i ragionieri sono accettati?
a.
Gian Ruggero Manzoni // Marzo 6, 2007 a 2:26 pm
Anche i geometri
mariapia // Marzo 7, 2007 a 12:35 pm
E i poeti ?(parecchio insopportabili li imprigioniamo) sennò li facciamo cucinare vegetariano .. MPia
gian ruggero manzoni // Marzo 7, 2007 a 4:34 pm
Ci sto !!! Grazie MPia.
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