Entries from Marzo 2007
Autocoscienza
di Massimo Orgiazzi
Questo numero segna il ripetersi dell’uscita monotematica de L’Attenzione che, dopo il numero 4 di dicembre 2006 dedicato alla vita dopo la morte, propone il tema del rapporto tra la letteratura e Internet. Il numero segna anche l’ingresso in redazione di un ulteriore componente: Mara Macrì, giornalista e scrittrice, autrice di programmi radiofonici e televisivi, ci offre, assieme agli altri autori partecipanti, un suo articolo sul come il discorso letterario sia costituito e influenzato al giorno d’oggi dal fenomeno di alfabetizzazione informatica e di diffusione telematica delle scritture. In un anno in cui sembra che tale fenomeno stia raggiungendo una possibile “autocoscienza”, segnata da dibattiti, incontri e riflessioni, anche L’Attenzione, progetto/rivista nata nella Rete e dal contributo di persone incontratesi in Rete per spostare il discorso letterario al di fuori di una dinamica chiusa e concentrata sull’hobby delle scritture “di serie B”, desidera dare il suo supporto alla riflessione sul senso della letteratura e delle scritture attraverso i contemporanei mezzi di diffusione elettronica.
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Categorie: numero sette
Monfalcone, 23 Marzo 2007
Atti e note a margine del dibattito “Blog e poesia”
Presenti al dibattito:
Lello Voce (introduzione), Giulio Mozzi (Vibrisse), Christian Sinicco (AbsolutePoetry), Adriano Padua (AbsolutePoetry), Stefano Guglielmin (Blanque de ta nuque), Matteo Danieli, Massimo Orgiazzi (LiberInVersi e L’Attenzione), Massimo Sannelli (Microcritica e L’Attenzione), Francesco Ruggero (Sparajiuri), Vincenzo Della Mea (PoEcast), Tommaso Ottonieri, Ambra Zorat, Gilda Policastro (Liberazione), Luigi Nacci
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Categorie: letteratura e internet
Note e cronache intorno all’Absolute BlogMeeting, Monfalcone, 23 Marzo 2007
di Massimo Orgiazzi
L’Absolute BlogMeeting di Monfalcone ha avuto diverse assenze rispetto agli inviti fatti: diverse sono state le sostituzioni nei giorni (e nelle ore) immediatamente precedenti, ma il ritorno di fiamma dell’influenza e altri problemi hanno comunque fatto in modo che partecipanti come Massimo Gezzi, Gianfranco Fabbri, Andrea Inglese e Stefano Massari, solo per fare alcuni nomi, fossero assenti. A Monfalcone lo scorso 23 Marzo, c’è stato un confronto aperto su temi abbastanza originali se raffrontati al dibattito fin qui fatto, con l’elaborazione di alcune idee che qui si espongono e sulla cui validità, valore e fattibilità si esprimeranno auspicabilmente tutti. Per questo, nel post immediatamente precedente è raccolto il verbale e alcune note della riunione, così che chiunque voglia consultarli possa derivare le proprie personali conclusioni.
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Categorie: letteratura e internet
3573
Se addebiti a qualcuno il non discernimento, se ne offende.
Se gli addebiti la diffidenza, che è la stessa cosa, se ne vanta.
3576
III° Millennio. L’abbiamo smessa definitivamente con il III° Reich o siamo ancora quelli delle III volte del gallo?
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Categorie: letture
di Massimo Orgiazzi
Qualche giorno fa, in un brevissimo pezzo che discuteva su una ricerca francese intorno al consumo di media in rapporto al tempo dedicatovi, Marco Guzzi annotava che il frenetico riprodursi dell’informazione, a rischio (forse già concretizzato in realtà) di subirla passivamente, necessitava la riflessione e l’impegno intorno alla realizzazione di «un lavoro interiore continuo sul silenzio mentale e sulle proprie problematiche psicologiche […]; ed uno sbocco esterno, fisico, in eventi o atti collettivi, del lavoro sul web». Riprendo e segnalo un articolo del cardinale Angelo Scola, apparso su L’Avvenire di domenica 11 marzo, che a sua volta recupera le lezioni di Roland Barthes al Collège de France del 1978, per discutere di un’alternativa scansione del tempo che consenta un’integrazione tra «antropologia, etica ed economia compatibile», ricorrendo a quanto Barthes definiva il «tempo vibrato», tipico dell’ora et labora dell’Abbazia. Il problema può essere ribaltato sulla questione del mezzo informatico e la sua maggiore, anche se solo potenziale, apertura rispetto al broadcasting televisivo, che tende ad essere subìto tanto più acriticamente quanto più il mezzo non contiene strumenti per poterne garantire un approccio critico. Barthes, nelle lezioni summenzionate, affrontava anche e soprattutto il problema del «vivere insieme», punto focale nell’affrontare come comunità e civiltà i problemi stessi della crescita continua, dell’ottica consumistica e neocapitalista che recepisce solo i valori di mercato come rilevanti.
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Categorie: attualità
Su YouTube, il video poesia di Maria Pia Quintavalla, Movimento dell’immobilità. Il video è stato prodotto nel 1991, per la regia di Giorgio Longo con musiche di Flavio Marelli, ottenendo due vittorie consecutive al premio internazione Nosside, qualificandosi a pari merito con Paolo Pietrangeli e Peter Greenaway. Movimento dell’immobilità è stato scritto, riporta l’autrice, «citando Yves Bonnefoy, come esperienza limite di una transizione tra più stati della vita: età e luoghi, per indirizzare un certo lutto dell’adolescenza arrabbiata, che voleva nuove forme. In questo video appare il gesto di chi scrive, la sua voce che recita, i luoghi e le immagini create per interazione, tra immaginario e oggetti quotidiani, oltre alla musica. Compaiono carrellate sui libri e sulle foto d’infanzia, il viaggio a Tubinga alla torre di Hölderlin, le passeggiate nei boschi di Carrega nel parmense: fu girato come un pellegrinaggio interiore, poco dopo il gennaio 1991, anno in cui scoppiava la prima Guerra del Golfo, esperienza di guerra conosciuta in veste massicciamente spettacolarizzata dai media, in una serie di orrifiche dirette, 24 ore su 24».
Per vedere il video, cliccare qui.
Categorie: letture · segnalazioni
Categorie: attualità · letture
di Massimo Orgiazzi
E’ appena stato reso pubblico uno studio di Médiamétrie sul comportamento dei francesi, che dimostra come, per sommi capi, la popolazione attiva su Internet, che nel 2005 era un quarto del totale, nel 2006 sia passata a un terzo. Inoltre, cosa non trascurabile, la stessa fetta di popolazione (rappresentativa su un campione di 9000 persone cui è stato chiesto di annotare ogni quarto d’ora, tutte le loro pratiche multimediali condotte parallelamente alle attività correnti come mangiare, spostarsi, riposare, ecc.) consuma più radio e più giornali rispetto lo stesso periodo di riferimento. Qua un dettaglio della ricerca. Altra cosa ancora da non trascurare è come, sempre secondo Médiamétrie, la crescita del tempo dedicato a Internet non avviene a scapito dei media classici, ma va tutta a scapito di altre attività quotidiane: il riposo, gli spostamenti, il silenzio. Semplice sovraesposizione a oltranza ai media ? O possibilità di creare cultura e civiltà ? Domande importanti prima di tutto per chi scrive e chi legge questi canali. L’«estasi della comunicazione» significa che «il soggetto è vicino alle immagini istantanee e all’informazione, in un mondo sovraesposto e trasparente. In questa situazione, il soggetto diventa un mero schermo, una semplice superficie che assorbe e riassorbe le reti influenti». Jean Baudrillard è scomparso lo scorso martedì.
Categorie: attualità
Riceviamo e pubblichiamo
di Gio Ferri
Carissimi Amici de L’ATTENZIONE,
da tempo volevo congratularmi per la vivacità intellettuale e redazionale della vostra rivista. Bravi ! Leggo buona parte degli interventi ‘estranei’ al dibattito che avete avviato (non tutti, ovviamente, alcuni sono ripetitivi e ‘giocano’ sul sesso degli angeli… a proposito di sesso !). Capisco le diverse posizioni ed è inutile che io le ripeti o commenti nel dettaglio. Anche perché “personalmente” non mi ci sento molto coinvolto a fondo, in effetti.
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Categorie: attualità · riceviamo e pubblichiamo
Su Little Miss Sunhine, di Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006
di Massimo Orgiazzi
Attenzione: riferimenti di questo articolo possono direttamente o indirettamente rivelare la trama completa dell’opera.
Il film dei coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris, già stimati produttori e registi di videoclip per un notevole stuolo di protagonisti della scena pop&rock anglosassone (da R.E.M. a Hot Chili Peppers, da Smashing Pumpkins a Offspring), è un film prima di tutto sulla famiglia e sulla sua presa di coscienza (autocoscienza) nell’epoca del new media, del merchandising e del patinato mondo della moda, ai quali si pone come tagliente risposta E’ un film sulla famiglia che si scopre tale a partire dagli assunti più disastrosi e lo fa attraverso un dirompente, rivoltoso, diretto quanto innocente atto di dichiarazione, oltre che attraverso una storia divertente, seppure colma di amarezza, che non perde un’occasione per scovare ed enucleare la disperazione dell’uomo e della donna (e dei figli) contemporanei. Trionfatore ovunque sulla scena del cinema indipendente, al Sundance Film Festival, a Sydney, a Locarno e con l’Indipendent Spirit Award, ha avuto anche l’onor maggiore di un Oscar per la miglior sceneggiatura originale (oltre ad un altro come best supporting actor ad Alan Arkin, che lavora, e non è poco, per meno della metà del film) ed è stato l’oggetto di una sfortunatissima produzione durata cinque anni, che ha visto problemi finanziari, ipoteche sulla casa dei registi e inconvenienti a non finire.
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Categorie: attualità · letture
Riceviamo e pubblichiamo
di Sandro Montalto
Interesserà a più di qualcuno, penso, sapere che un poeta, romanziere e filosofo (i suoi ultimi saggi sono Principi di fenomenognomica e Sui fondamenti dell’amore, Guerini e Associati, Milano 2003 e 2006) a noi contemporaneo, assolutamente interessante e ancora non adeguatamente letto e studiato, vale a dire Roberto Bertoldo, ha recentemente pubblicato un saggio che avrebbe meritato una maggiore eco. Non a caso lo accostiamo alla vicenda di Sanguineti, per simile interesse e per sfruttarne doverosamente, appunto, la risonanza.
Profili e contraddizioni della violenza (in: AA.VV. a cura di Adriano Accattino, VVV valore, verità, violenza, «Fondamenta Nuove» n. 6/7, maggio / settembre 2006, pp. 93 – 108), è un’ampia riflessione sul tema della violenza. Un intervento che rifiuta ogni stanco riassunto storico-politico e preferisce mirare al cuore della faccenda: indagare senza schieramenti preconcetti la violenza del potere e del contropotere, la violenza «regolamentata (ogni regola è una violenza) o imprevedibile (ogni fatto inatteso è una violenza), spirituale o fisica», che «si erge a paladina come si ergerà a tiranna, per questo è sfuggente e serve tanto al potere quanto all’opposizione» (pensiamo alla Rivoluzione Francese, ad esempio, il cui terrore è nato dal concetto giusnaturalistico, o ai regimi comunisti). Una violenza serva del potere che è soprattutto subdolo, spesso non violento direttamente contro il popolo ma contro i valori del popolo.
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Categorie: attualità · riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo
di Sandro Montalto
In occasione di una “Lectio Magistralis” in onore di Pietro Ingrao tenutasi a Roma nella Sala del Refettorio della Camera davanti a centinaia di persone (oggi pubblicata da Ediesse), il noto poeta e critico Edoardo Sanguineti, da sempre attivo nel campo politico (è stato consigliere comunale a Genova e Deputato per il PCI, ed ora è candidato sindaco nel capoluogo ligure), se ne è uscito con alcune dichiarazioni che hanno fatto scandalo. Cosa ha mai detto di inatteso questo vecchio intellettuale, tra i fiori all’occhiello della nostra Italia, per scatenare le ire di una nazione divisa tra indifferenza e furori ben irregimentati? Ebbene egli ha osato pronunciare parole come «Odio», «Rivoluzione», sempre affascinanti ed efficaci seppur ritenute da molti (la prima carta da giocare è la delegittimazione del nemico) ormai desuete.
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Categorie: attualità · riceviamo e pubblichiamo
Ricevo su segnalazione di Alessandro Ramberti e pubblico:
Il prof. Stefano Allievi, professore di sociologia, grande studioso di islam che ha dato un grande contributo al dialogo con questa religione e che è stato fra i primi firmatari dell’appello al dialogo cristiano-islamico promosso dal nostro sito, è stato condannato per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro), su querela di Adel Smith, per quello che ha scritto su di lui nel suo libro “Islam italiano”. E’ una sentenza che consideriamo assurda ed ingiusta che crediamo metta in discussione elementari principi democratici. Condannare chi ha dedicato la sua vita di studioso al dialogo ed in particolare al dialogo con l’Islam è un brutto segnale che non può lasciarci indifferente. Chiediamo perciò a tutti i nostri lettori di sottoscrivere questa petizione di solidarietà. Di seguito il link per la sottoscrizione e i testi delle lettere dello stesso Stefano Allievi e il testo dell’appello.
Maggiori info QUI
il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino
Via Nazionale, 51 - 83024 Monteforte Irpino (AV)
Tel: 333-7043384 / 339-4325220
Email redazione: redazione@ildialogo.org
Email direttore: direttore@ildialogo.org
Sito: http://www.ildialogo.org
m.o.
Categorie: attualità

Anche quest’anno, nei giorni del 18, 19 e 20 maggio 2007, la Comunità monastica camaldolese organizza un incontro di “Percorsi Interculturali” dal tema: “Ora vediamo come in uno specchio… (1 Cor. 13,12). Identità e memoria: riflessi condizionati tra corpo e cultura.”
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Categorie: numero cinque
di Massimo Orgiazzi
Sui giornali di ieri e di oggi si trovano estratti di un libro distribuito da Longanesi da giovedì scorso: Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), dell’«impertinente matematico», come ama farsi definire, Piergiorgio Odifreddi. Sulle pagine de L’Attenzione Marco Guzzi aveva già avuto modo di confrontarsi con il suddetto mio concittadino (tra l’altro incontrato un paio di volte alle varie Fiere del Libro), ma l’uscita di questo “pamphlet” stimola ad un’ulteriore riflessione, senza mezzi termini focalizzata su alcuni inquietanti risvolti delle anticipazioni che si trovano sulle pagine dei quotidiani e sui i siti internet. Qui un’intervista a Piergiorgio Odifreddi tratta da La Stampa del 1° Marzo e a cura di Mario Baudino, che invito tutti a leggere per farsi un’idea introduttiva e qui un’anticipazione della prefazione. Il Cristianesimo, è detto con approssimazione etimologica da Odifreddi è la religione dei «cretini». La lettura dei link indicati sia propizia per farsi l’ennesima idea sull’ennesimo dibattito che nascerà intorno a cultura laica e cultura Cristiana Cattolica. Qui però, alla faccia delle idee sedicenti «illuministe» che orientano il nostro, vorrei richiamare l’attenzione sull’uso politico e sul profilo inquietante di affermazioni come questa: «In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo: perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini».
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Categorie: attualità