(e per ricordarci sempre che cosa è davvero in gioco nel cristianesimo)
di Vito Mancuso
E’ uno splendido pomeriggio di sole qui sulle colline del Monferrato e mentre il
sole entra dalla finestra penso alla battaglia che i responsabili della mia Chiesa stanno conducendo in questi giorni per difendere la famiglia. Una battaglia della luce contro le tenebre? Temo che non sia così. Temo che in gioco non ci sia il Vangelo ma solo una concezione sbagliata della natura che ancora continua a guidare il pensiero della gerarchia ecclesiastica. La gerarchia pensa la natura come manifestazione diretta del volere della divinità, per cui pone la seguente equazione: natura = legge naturale = legge divina. Ne viene che l’omosessualità, che è palesemente una contraddizione della fisiologia naturale, è giudicata come contraria al volere divino. Da qui la feroce opposizione della Chiesa al progetto legislativo di riconoscimento delle unioni omosessuali. Ma la questione è: perché gli omosessuali sono omosessuali? Perché nascono così? Perché la natura mette al mondo alcuni suoi figli la cui sessualità è attratta dall’uguale e non dal diverso, com’è invece necessario perché la vita proceda?
La breve corrispondenza che ho scelto di pubblicare non tratta di omosessuali ma di una piccola bambina, nata senza aorta polmonare e morta dopo pochi giorni. Penso che però sia utile per capire che cosa è in gioco quando si parla della natura. Io non penso che la natura sia qualcosa di negativo o di indifferente (e qui sta la mia distanza da Fabio Brotto), penso che la natura è indubbiamente positiva, logica, amica della vita e dello spirito, ma penso che è anche irrimediabilmente cieca. E come tale può sbagliare e di fatto sbaglia. Come rispettiamo la memoria della piccola Maddalena, così dobbiamo rispettare la
differenza sessuale con la quale alcuni di noi si trovano a vivere. E rispettare significa anche riconoscere i diritti-doveri della loro affettività. La morte di una bambina nata senza il necessario per vivere ci può aiutare a liberarci dalle catene di una falsa legge naturale.
PS:
La mia interlocutrice è Giuliana Fabris, psicoterapeuta, gruppoanalista, appassionata studiosa di filosofia e teologia con molte pubblicazioni all’attivo.
12 gennaio 2007
Grazie Vito, va benissimo, mi farai sapere poi per il tuo arrivo ed altre necessità.
Sai, il fatto che proprio oggi mi scrivi è come una preghiera condivisa perché c’è una bambina di due mesi, figlia di una ragazza che questa estate mi ha chiesto aiuto per portare avanti una gravidanza difficile in un contesto suo personale drammatico…la bambina sembrava portatrice di una sindrome complessa fra cui la mancanza di aorta polmonare; è nata a Novembre con il (solo) problema dell’aorta mentre non c’era sindrome genetica come si temeva…però è stata male a Natale ed oggi l’hanno operata a Padova ma le cose sono state più difficili di ciò che sembrava, i chirughi si sono dovuti fermare e ora respira con la macchina…sapessi com’è bella, dolcissima e tenerissima; solo un miracolo potrà salvarla…..quale sarà il miracolo..? Scusa se ti ho confidato questo ma sei una persona che sento molto vicina, al centro di me dove tutto converge. Grazie per l’amicizia
Giuliana
(la bambina si chiama Maddalena)
13 gennaio 2007
Cara Giuliana, mi chiedi quale sarà il miracolo. Guardo fuori dalla finestra e vedo la nebbia. La stessa che vedo anche dentro di me di fronte alla tua domanda. Ho smesso da un pezzo di credere ai miracoli. Se anche un miracolo potesse una volta avvenire, si scontrerebbe con tutti quelli invocati e mai avvenuti, e la sua arbitrarietà sarebbe per me ancora più irritante. Perché Dio dovrebbe fare un miracolo adesso, quando poteva non distrarsi prima e fare in modo che Maddalena nascesse con l’aorta polmonare al suo posto? In realtà tra il Dio personale al quale chiediamo miracoli e la natura nel suo sviluppo c’è un distacco, che anche alcuni libri biblici conoscono e chiamano “sapienza”. Dio crea e governa il mondo attraverso la sapienza. Questo significa che il mondo è sì governato ma da una realtà impersonale, la sapienza, che non si cura dei singoli ma dell’ordine complessivo. Questo ordinamento del mondo tramite la sapienza è ciò che permette l’esistenza della libertà. Il mondo, l’essere naturale, noi stessi, siamo liberi. Questo essere libero che ci costituisce il più delle volte è anche ordinato, è logico, se non lo fosse non avrebbe potuto produrre la vita a partire dai gas primordiali. Alcune volte però non lo è, e si dimentica di formare le aorte dove andrebbero formate. Di fronte a questa situazione, quale miracolo? Sarò lieto di sbagliarmi, sarò lietissimo di essermi sbagliato, se tu presto mi scriverai dicendo che per le preghiere tue e di quelli a cui le chiedi, a Maddalena si sarà formata l’aorta. Io non credo che sarà così. Credo che l’unico miracolo che possiamo aspettarci è quello della nostra coscienza che già sente affetto per questa bambina sconosciuta e la sua giovane madre, sente di essere loro vicina, e in questo sentimento sta tutta die differentia des Menschen come direbbe Hans Jonas, la nostra singolarità, il nostro essere mendicanti del Cielo.
Ciao.
Vito
21 gennaio 2007
Caro Vito
ti scrivo per dirti che ieri sera a quest’ora Maddalena è partita…non riesco a dirti che è morta, perché è troppo poco…quando ti ho scritto avevo appena saputo delle difficoltà operatorie e ti chiedevo quale poteva essere il miracolo: “se vivere o andare!”… perché è impossibile per noi sapere cosa sia giusto. sono pienamente d’accordo con te su quella infinita distanza fra l’uomo e Dio… che però non è vuota! Quello che per me fa domanda e continua a destare meraviglia (e in questo senso è miracolo) è un po’ quello che dicevo al convegno: “è possibile per un uomo portare la pena di un altro”. Ricordo quando ti ho sentito per la prima volta a Milano all’Università quella tua frase, che non ricordo come fosse inserita ed in quale contesto… “il miracolo di un uomo che si china verso un altro uomo!”. Questo per me è qualcosa che occupa cuore ed intelletto, per cui mi stupisce che un uomo capisca un altro uomo, il mistero del linguaggio (è terribile per me il linguaggio, ci penso da quando avevo 15 anni…com’è nato, cosa significa, è lì che si racchiude l’immagine in Dio?…). E’ questo il mio campo di riflessione. e a proposito di Maddalena mi era capitato, come per altre persone sofferenti in modo grave, di percepire l’evento cruciale prima ancora che accadesse e nei suoi esiti (un sogno preciso) e di aver vissuto con lei ciò che la riguardava… mi era successo altre volte. soltanto che questa volta la cosa era stata corale…e mi era parso chiaro che tutto questo (ed anche quella mia capacità di sentire-soffrire come altri) era legata nel battesimo (io non ci avevo ancora pensato a cosa fosse il battesimo…). Se la distanza fra l’uomo e Dio non è vuota, allora io credo che in essa ci siano degli stati che potrebbero anche essere
chiamati transpersonali, ma non è forse sufficiente, e per cui un uomo può portare il dolore di un altro come proprio, fisicamente. Accade come se un uomo fosse un fuoco che con altro/i disegna o genera campi (sto pensando ai luoghi geometrici) in modi dell’essere non più riducibili soltanto all’Io e al pensiero lineare…
Ti abbraccio, a presto
Giuliana
21 gennaio 2007
Cara Giuliana,
è un altro piccolo agnello innocente, immolato alla necessità della natura. Io penso che la tua preghiera e il tuo affetto abbiano “infuso lo spirito” in quel corpicino che di suo ancora non lo poteva avere.
Vito
18 risposte so far ↓
elena f. // Febbraio 20, 2007 a 6:49 pm
Dio dei nostri padri e Signore di misericordia
che tutto hai creato con la tua parola, che con la tua sapienza hai formato l’uomo, perchè domini sulle creature fatte da te
e governi il mondo con santità e giustizia
e pronunzi giudizi con animo retto
dammi la sapienza che siede in trono accanto a te
e non mi escludere dal numero dei tuoi figli
perchè sono tuo servo e figlio della tua ancella
uomo debole e di vita breve
incapace di comprendere la giustizia e le leggi
se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini
mancandogli la tua sapienza sarebbe stimato un nulla
CON TE E’ LA SAPIENZA CHE CONOSCE LE TUE OPERE
CHE ERA PRESENTE QUANDO CREAVI IL MONDO
essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi
e ciò che è conforme ai tuoi decreti
inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso,
perchè mi assista e mi affianchi nella mia fatica
e io sappia cosa ti è gradito
essa infatti TUTTO CONOSCE E TUTTO COMPRENDE
e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni
e mi proteggerà con la sua gloria
chi ha conosciuto il tuo pensiero
se tu non gli hai concesso la sapienza
e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall’alto?
(Sap.9,1-6- 9-11- 17)
in principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio
egli era in principio presso Dio
TUTTO E’ STATO FATTO PER MEZZO DI LUI
E SENZA DI LUI NIENTE E’ STATO FATTO DI TUTTO CIO’ CHE ESISTE.
(Gv. 1, 1-1
altri passi potrei citare in cui appare chiaro che la sapienza tutto è fuorchè un qualcosa di irrimediabilmente cieco, almeno secondo gli autori sacri.
il Dio che lei ci presenta assomiglia al Dio indifferente di Cartesio. un Dio che pone il mondo in mano ad un volere cieco e che non si cura del singolo individuo.
ma la bibbia non parla di questo Dio. e al suo Dio indifferente e distratto io non posso e non voglio credere.
o dobbiamo pensare che la piccola maddalena sia stata estranea al logos divino che tutto ha creato e crea?
o ancora che il logos sia il big bang e l’evoluzione con tutti i suoi errori, come lei li chiama, sia la stessa sapienza divina?
mi pare semplicistico richiamarsi ad una libertà cieca. ma ciascuno è libero,appunto di credere in ciò che vuole.
io credo nello spirito di Dio e prima di parlare di libertà cieca nella creazione , metto fra me e questo pensiero un lungo e terribile silenzio.
elena f.
Vito Mancuso // Febbraio 20, 2007 a 10:02 pm
Cara Elena, lo sa il Signore come mi piacerebbe parlare di una sapienza divina che non è cieca ma vede benissimo, che tutto dispone con ordine infallibile, e che presenta un mondo ordinato alla perfezione, senza handicap, senza malattie, senza morti premature, senza catastrofi, senza crudeli sciagure e destini fatali.
Purtroppo però queste cose ci sono. Sono lì, basta aprire gli occhi e guardare. La piccola Maddalena è solo un simbolo, anche se concretissimo, di tanti bambini che anche in questo momento, in questo preciso momento che scrivo, e nel preciso momento che Lei leggerà, vengono al mondo gravemente handicappati (sono il 5% dei nati su scala mondiale dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità; in Italia sono una media di 76 al giorno). E oltre all’handicap, vi sono le malattie, le fatalità e mille altri esempi che ogni giorno, ininterrottamente, la vita ci presenta. Basta aprire gli occhi e guardare con onestà.
Proprio questa visione di un mondo attraversato dal grido del dolore innocente porta molte persone a rifiutare Colui che, secondo la prospettiva classica e ortodossa che Lei correttamente ha richiamato, disporrebbe questo mondo secondo un’armonica sapienza personale. Visto che questo mondo è così ben governato dalla sapienza divina, il dolore che in esso avviene non può non essere ricondotto a Dio, il quale lo permette per trarre un bene maggiore, non è vero? Così diceva già Agostino e così dice ancora oggi il Catechismo. Per esempio la piccola Maddalena è nata senza aorta morendo dopo pochi giorni per edificare la carità di qualche infermiera o chissà che altro… (in questo caso, visto che si tratta di Dio, il fine giustifica i mezzi, Dio è come il Principe di Machiavelli, lui è al di sopra della legge e della giustizia, è così?).
Di fronte a tutto ciò le coscienze si dispongono solitamente secondo tre tipologie:
1) accettano il volto di questo Deus absconditus, di questo mysterium tremendum, sottomettendosi all’imperscrutabile, ma nelle loro preghiere più che a Dio si rivolgono alla Madonna e a Padre Pio, certamente più umani;
2) sapendo che Deus caritas est, non capiscono, non riescono a collegare la verità dogmatica con la verità della vita e si rifugiano fideisticamente nella mistica del silenzio e dell’assenza di Dio (esattamente come Lei);
3) nel nome della giustizia rifiutano questo Dio imperscrutabile dicendo che semplicemente non c’è, che si tratta solo di una pia e ingenua proiezione della mente (nel migliore dei casi).
Io non accetto nessuna delle tre conclusioni. Io credo fermamente nella sapienza cosmica che governa il mondo naturale, credo fermamente nella bontà del mondo, anche nella razionalità del mondo. Ma di fronte al dolore che quotidianamente la natura produce, non posso non constatare che questa sapienza è cieca, è impersonale.
La sapienza c’è, perché altrimenti dai gas primordiali dell’inizio non si spiega un’evoluzione che ha prodotto la vita intelligente, e parlare di caso di fronte alle immani probabilità contrarie è abbastanza ridicolo. Ma la sapienza è cieca, perché altrimenti la piccola Maddalena avrebbe avuto la sua aorta, e i milioni di esseri umani che come lei lungo la storia del mondo sono nati malati, sarebbero nati sani come sono nato io e immagino anche Lei.
A meno che Lei voglia pensare che le malformazioni sono volute da Dio. In questo caso allora la sapienza ci vede benissimo, ha una mira infallibile. Ma perché Dio agisce così? Per punire, hanno sempre detto nella storia i difensori di Dio e della sua vigile sapienza, da Elifaz, Bildad e Zofar in poi. E quindi, se Maddalena è nata così, è perché sua madre ha commesso qualche peccato, noi non sappiamo cosa, ma Dio lo sa, e sapendo vede e provvede. Esattamente così, per non perdere la possibilità di leggere coerentemente i testi biblici da Lei citati, rispondevano per secoli i teologi e i padri spirituali, torturando l’anima dei genitori a cui era nato un figlio handicappato ed esponendoli alla vergogna pubblica due volte. Per secoli e secoli, questo nostro mondo cristiano, ha agito così, lo sanno tutti.
Un’ultima cosa: i testi biblici sono una bella cosa, anch’io li leggo spesso. Ma la vera rivelazione di Dio è quella che avviene ogni giorno (io sostengo fermamente l’idea della creatio continua) ed è in funzione di questa rivelazione sempre viva che occorre leggere la Bibbia, se non si vuole idolatrare la lettera che, come è noto, quando è da sola, uccide.
Vito Mancuso
elena f. // Febbraio 20, 2007 a 11:20 pm
so cos’è il dolore e l’handicap, solo mi chiedo e le chiedo che Dio è quello che lascia la propria creazione nelle mani cieche di una sapienza da lui stesso creata. nè lei nè io possiamo rispondere a questa domanda perchè comunque la mettiamo il dolore è un’ingiustizia di fronte ad un Dio che pensiamo onnipotente e onniscente. le chiedo un ultima cosa: come si concilia il meccanismo inceppato con l’idea che ciascuna creatura è pensata da Dio fin da prima del concepimento, con l’idea che ci sia un progetto divino su ciascuno di noi? il progetto nasce prima o dopo il concepimento? se nasce dopo il concepimento allora perchè non siamo liberi di scegliere come far nascere i nostri figli? se non è Dio a volere l’handicap neppure l’uomo lo vuole e interrompe quel meccanismo inceppato non voluto da Dio. non è un gesto d’amore non far nascere un infelice? se non era nelle intenzioni di Dio che ci sta a fare in questo mondo?
la lettera senza lo spirito è morta, ma anche voler spiegare tutto secondo schemi che non fanno una piega non rischia di inserire Dio stesso in uno schema ben congegnato?
non rischia lo schema di prendere il posto di Dio?
davvero tutto può avere una risposta?
continuerò ad interrogarmi facendo tesoro anche del suo pensiero che per ora mi risulta difficile.
la ringrazio davvero della premurosa attenzione.
cordialmente
elena f
Renato // Febbraio 21, 2007 a 9:32 am
“Io credo fermamente nella sapienza cosmica che governa il mondo naturale, credo fermamente nella bontà del mondo, anche nella razionalità del mondo. Ma di fronte al dolore che quotidianamente la natura produce, non posso non constatare che questa sapienza è cieca, è impersonale.”, scrive Mancuso.
Io mi domando: ma “governare”, anche da parte di Dio, cosa significa? Forse governare è comandare che le cose vadano esclusivamente secondo il nostro volere, il nostro desiderio? O forse “governare” prevede una dialettica, un gioco di libertà (a volte tremendo, certamente)? E poi: si può ancora parlare di “natura” oggi, nel mondo prima infranto e poi ricostruito (a sua immagine e somiglianza) dalla Tecnica? Già Heidegger parla va di natura ridotta a “fondo”. Certo, Dio crea il mondo e lo governa, ma può infrangere, spezzare, spazzar via, ignorare, la libertà dell’uomo e della sua azione nel mondo?
Non so.
Un caro saluto
Renato
elena f. // Febbraio 21, 2007 a 11:05 am
@renato
la cosa sconcertante è che se la sapienza di Dio è cieca e crea per l’inceppo del meccanismo il dolore , allora la sapienza dell’uomo è più alta di quella cieca di Dio,perchè ha raggiunto strumenti tali da impedire che quel meccanismo inceppato raggiunga lo stato di definitiva esistenza. l’uomo cioè è in grado di prevedere e evitare ciò che la sapienza divina (così intesa ) non può. è possibile che l’uomo ne sappia più di Dio? è possibile
che la scienza non sia un riflesso della sapienza divina ma un suo opposto capace di mutare il cieco procedere della “logicità” divina così intesa?non si aprono allora scenari in cui non una provvidenza guida la storia dell’uomo ma due volontà, l’una indifferente alla sofferenza che pure ha creato e l’altra invece alla disperata ricerca di impedire che il dolore dilaghi nel mondo? se un feto malformato è solo un meccanismo inceppato allora l’uomo può con la fecondazione in vitro saltare l’ostacolo e produrre feti in cui il meccanismo funzioni perfettamente e lasciare nel freezer quelli venuti male. e così si salta il problema della sapienza e si raggiunge la tanto vituperata eugenetica.la scienza in tal caso è meglio della sapienza,infatti
“non crea dolore” ma organismi perfetti.
se la logica del dolore allontana la gente dalla fede, una logica siffatta rischia di allontanare la fede dalla gente.
cordialmente
elena f
renato // Febbraio 21, 2007 a 11:28 am
La “cosa” si fa complessa, e temo di faticare a tenere il ritmo. Tuttavia: credo che purtroppo ci siano “due” volontà, e di segno opposto. Ma le due volontà opposte non sono quella di Dio (indifferente al dolore) e quella dell’Uomo (di ogni “figura” possibile di uomo), bensì quella di Dio (solidale col dolore apert dalla insuperabile, in questa vita, finitezza dell’uomo) e quella di una certa pratica scientifica che non sa più quel che fa né perché lo fa o in vista di che. La Tecnica è cieca, funziona e basta (a volte funziona bene, bisogna ammetterlo!), comandata - direbbe Char - dal fischietto del più demente. Io credo che l’esperienza del dolore (non la sua “logica”
non possa allontanare da Dio. Sicuramente non allontana Lui da noi - anzi! Il dolore non è un mistero, è la finitezza umana (anche Cristo ne ha fatto esperienza nella sua incarnazione). Mi pare che pretendere di stare senza dolore, pensare che esso sia inaccettabile, inspiegabile, appartenga più ad una logica scientifica e astratta che cristiana. Il cristiano deve fare i suoi conti con la finitezza del suo essere, con la morte, e non la rimuove! La scienza invece, non vorrei sbagliarmi, non vuole fare i conti con la morte, la rimuove, sogna di ri-fare il creato meglio di quanto l’abbia fatto Dio.
Spero di non essere stato troppo confuso. Grazie Elena.
renato
a. // Febbraio 21, 2007 a 1:26 pm
Avendo mangiato a lungo, e ancora mangio, il pane salato e amaro del dolore, mi sono fatta un’idea personale. ho chiesto il perché di tutto questo e mi è stato risposto che i disegni di Dio sono imperscrutabili. Chiaro che non credo ad un Dio che punisce e in ogni caso mi chiedo cosa avrà fatto di male la piccola Maddalena. Sicuramente niente. E anche se il male è stato fatto da qualcun’altro non credo che Dio possa farla pagare per una colpa che non ha commesso. Io penso che tutto ciò sia ascrivibile alla libertà che Dio ci ha concesso, e nella libertà ci ha messo il bene e anche la possibilità del peccato, il male. Penso che la natura sia spesso manipolata, utilizzata dal male. Penso che in tutte le disgrazie e le sciagure ci sia lo zampino del demonio. Dio non può volere il dolore ma il demonio certo che lo vuole e così crea divisioni, guerre, malattie affinché l’uomo rinneghi Dio. Si gioca una partita, il male VS il bene. Allora la partita non la si dia vinta al demonio, anche perché il demonio, in fondo, è uno sciocco, è uno stupido, un arrogante, facendo morire la piccola e innocente Maddalena ha perso la sua piccola anima, e se noi non ci rivoltiamo contro Dio, se continuiamo a credere allora avrà perso anche le nostre anime. Se si ha fede, se si crede in Dio si deve credere che, oltre a questa vita terrena, c’è una vita vera, e se c’è questa vita vera in cui crediamo tutto passerà, altrimenti è inutile che ci riempiamo la bocca a parlare di un Dio in cui non crediamo. Mi immagino un Dio spettatore, un padre che soffre con noi quando noi soffriamo e che tifa per noi. certo la partita è dura. a.
renato // Febbraio 21, 2007 a 3:28 pm
“Mi immagino un Dio spettatore, un padre che soffre con noi quando noi soffriamo e che tifa per noi. certo la partita è dura”, scrive A.
Sono perfettamente in sintonia con queste parole, anzi con questo “sentire” dal profondo. Attraversiamo ampie zone buie e abissi di dolore in questo nostro cammino, ma nulla, esattamente nulla, va perduto. Ogni istante, ogni ferita è salva in Dio, per Cristo. Dio è madre, che soffre ed esulta insieme alla mia povera esistenza. Dov’è, qui, il mistero? Qui è Luce! Amore!
Un caro saluto ad A., anche se (o forse proprio perché) non ci conosciamo. Grazie:
renato
Vito Mancuso // Febbraio 21, 2007 a 3:31 pm
Cari amici, polemos è il padre di tutte le cose, anche del pensiero, perché non vi sono dubbi che il pensiero si nutre di contraddittori e di polemiche. Ora rispondo “schematicamente” perché credo nella luce della ragione. È l’ultima volta, poi lascerò che i pensieri rimangano lì a dare i frutti che meritano.
1 - Il Dio che lascia il mondo nelle mani di una sapienza cieca (che peraltro sono ottime mani, molto affidabili visto come lavorano da 14 miliardi di anni a questa parte, peccato che non sempre si curano dei particolari) è il Dio della libertà. Lo scopo per il quale Dio crea il mondo è la libertà, anzi propriamente la creazione consiste nella posizione della libertà. La cecità o impersonalità della sapienza è la condizione assolutamente necessaria per la nascita di una reale libertà, da intendersi primariamente come autonomia, e nessuno può essere autonomo se c’è un’entità personale che lo governa (non a caso l’Islam, per il quale tutto avviene secondo una ferrea necessità divina, non conosce il pensiero della libertà e neppure la democrazia che ne è l’espressione politica). La libertà, certo, non si riduce all’autonomia (questa è solo il primo livello da cui occorre proseguire fino all’adesione alla verità) ma senza autonomia non esiste.
2 – Non è vero che, se Dio non vuole l’handicap, necessariamente gli uomini rifiutano chi è nato così. La storia conosce testimonianze di cura verso le persone handicappate ben prima del Cristianesimo, anche nell’Atene classica, come appare indirettamente da un passo della “Politica” di Aristotele. Recentemente sono venuto a sapere che già all’inizio della nostra specie, 160.000 anni fa, vi erano uomini che si prendevano cura di chi nasceva malformato (testimonianza del prof. Fondi, paleoantropologo dell’università di Siena). L’uomo è capace di bene anche senza un diretto ed esplicito riferimento a Dio. L’etica non dipende dalla religione, anzi è l’etica a fondare il riferimento alla trascendenza.
3 – Veniamo allo schema. Non si tratta ovviamente di amare lo schema per lo schema, si tratta piuttosto di amare il logos, quel logos che è all’origine del mondo e che è il volto con cui Dio si rivolge al mondo, che è la parola che pronuncia sul mondo e sugli uomini in esso. L’azione divina è una e unica, è logica perché Dio è logico, e quindi genera da se stessa, se la si pensa correttamente, la necessità dello schema, cioè del pensiero chiaro e distinto. Del resto questo non è solo il mio pensiero, così pensavano i due più grandi teologi cattolici, Anselmo d’Aosta e Tommaso d’Aquino, fedeli discepoli della “necessitas rationis”, così Maimonide, e prima ancora Platone e Plotino e tutti i veri teologi, cioè pensatori dell’Assoluto secondo il logos.
Se il mondo scientifico in gran parte ha perso ogni riferimento a Dio e alla fede, non è perché è brutto e cattivo, ma perché la teologia ha perso il linguaggio del logos e non sa più esprimere un pensiero credibile (sul magistero, no comment). O si riprende la capacità di un discorso logico su Dio, o si consegna il mondo scientifico per intero all’ateismo. Oppure quegli uomini di scienza e di cultura che sempre più numerosi sono alla ricerca di spiritualità, si rivolgono al buddhismo e in genere alle religioni orientali, le quali sempre più stanno affascinando la comunità scientifica per la loro capacità di pensare razionalmente (cioè secondo la luce del logos) la natura nella sua integralità (e non ponendola come logica in un momento, e come misteriosa in un altro).
5 – È del tutto evidente che la sapienza dell’uomo è più alta di quella della natura, perché questa sapienza dell’uomo si chiama spirito e come tale appartiene alla dimensione divina. Anche la natura appartiene alla dimensione divina, e in verità non vi è soluzione di continuità tra la sapienza naturale e la dimensione spirituale, la differenza è solo relativa al grado dell’informazione presente.
Dio è spirito, ed è molto più presente nella vita spirituale (di un artista, di un uomo di scienza, di un pensatore, soprattutto di un autentico santo) che non nei fenomeni naturali. La sapienza, che nella natura è impersonale, nell’uomo diviene personale, si compie come spirito e come logos. Questo è il pensiero di tutto il grande movimento del neoplatonismo cristiano, da Cusano (e prima ancora Eckhart) e Ficino, fino a Florenskij, Simone Weil e Teilhard de Chardin, e ai nostri giorni Panikkar e l’ultimo Moltmann. La scienza che sana gli errori della natura è più vicina a Dio della natura che sbaglia, non c’è il minimo dubbio al riguardo.
Un caro saluto, unito nella ricerca della verità
Vito Mancuso
marco guzzi // Febbraio 22, 2007 a 8:46 am
Carissimo Vito, sono felice di incontrarti qui, e grazie del tuo intervento così forte e profondo.
In fondo mi pare che tu ponga il problema della presenza del male nella nostra vita come sfida nei confronti della sapienza creatrice di Dio.
Credo che a tal proposito alcuni pensieri teologici siano oggi per noi impossibili:
Dio non può né volere né permettere la sofferenza di una bambina: non può insegnarci che il fine (maggiore bene) possa giustificare il mezzo (dolore innocente): questa interpretazione teologica (anche del mistero della Croce) ha generato nei secoli le società del terrore e della tortura.
Ma allora come si spiega tanto dolore?
L’esperienza della vita e la ricerca interiore mi hanno condotto ad alcuni pensieri in fondo molto semplici e tradizionali:
Dio non c’entra niente né col male né con la morte: Dio è vita, è pienezza: la sua Sapienza ci ama: è il Cristo stesso, per mezzo del quale tutte le cose sono state create;
la creazione in cui siamo immersi perciò non è la creazione (bella e buona) pensata originariamente da Dio, è in parte distorta: è come una cosa bellissima distorta da una lente deformante, da un mal-occhio;
questo mistero è quello della Caduta: la natura in cui viviamo non è frutto della sapienza di Dio, ma di una sua distorsione, avviata in fasi preumane: il serpente era già un’intelligenza distorta prima della disobbedienza di Eva… ;
Dio in Cristo viene in questo semi-inferno di morte per guarirci/salvarci, e cioè per ripristinare l’Ordine di Dio, il suo vero Regno;
venendo qui, in questo regno distorto, che infatti non è quello di Dio (il mio Regno non è di questo mondo), Cristo accetta di sopportare tutta la violenza e l’odio e la morte che qui regnano, per smentirne l’assoluto potere: per mostrarci che morte e male non hanno l’ultima parola, e che l’Uomo alla fine Risorge nella perfezione fisica della creazione voluta da Dio;
in Cristo perciò noi diventiamo agenti segreti e pubblici, mistici e anche tecnici, della lotta continua contro il male e la morte.
Sulla base di questi pensieri so bene che si aprono moltissime domande…
Grazie comunque di queste grandi sollecitazioni al pensiero e al dialogo.
Marco Guzzi
mr // Febbraio 24, 2007 a 5:21 pm
Complimenti per il dialogo “seme di meditazione”!
“nudo sono uscito dal ventre di mia madre
e nudo vi farò ritorno!
Il Signore ha dato e il Signore ha tolto;
sia benedetto il nome del Signore”. Giobbe 1, 20-22
La fede si nutre anche del dono di Luce che Dio elargisce all’ uomo: non è sufficiente il raziocinio di un uomo per capire se stesso e quanto lo circonda; la scienza, oggi, spiega il logico percorso che ha prodotto le anomalie in Maddalena: ma non spiega perché in quel momento e in Maddalena; e questo “ perché di una persona, di un luogo, di un tempo” costituisce il dilemma dell’uomo di fronte alla vita.
Il dolore che acceca ogni capacità raziocinante fino a divenire follia del rifiuto, non trova ragioni valide per spiegare la sua presenza: piuttosto avverte se stesso come peso di una condanna, isolante dagli altri, forse capace di perseguitare. In quei momenti poco interessa conoscere il volto di Dio, si ha necessità di provare la Sua presenza, per credere ancora nel Suo amore di Padre. E l’esperienza della vicinanza di Dio è al di fuori di ogni raziocinio, pur essendo forte e totalizzante, in grado di dare futuro di pace al dolore.
Un saluto. MR
elena f. // Febbraio 24, 2007 a 11:27 pm
-ma non spiega il perchè di quella persona di quel luogo e di quel tempo-
e noi cerchiamo il perchè e non ci basta sapere che maddalena, sua madre suo padre e tutti coloro che vivono quella medesima vita, hanno sofferto solo per un caso.
provate a dire ad una madre: non piangere in fondo tua figlia era solo un meccanismo inceppato. le avremo tolto persino la consolazione che quel dramma ,magari nascosto, misterioso, incomprensibile ,pure un senso ce l’ avesse.le avremo tolto persino l’urlo di dolore di Giobbe e di Cristo sulla croce
“Dio mio Dio mio perchè mi hai abbandonato?”
perchè l’abbandono Dio non c’entra con una sapienza cieca.resterebbe muta a soffrire l’incomprensibile libera cecità di una natura che le ha strappato sua figlia senza un perchè.
elena f
elena f. // Febbraio 25, 2007 a 6:32 am
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elena f. // Febbraio 25, 2007 a 6:32 am
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daniela // Febbraio 12, 2008 a 1:59 pm
il prof. Paolo De Benedetti ha scritto un libretto molto interessante “Quale Dio” ed. Morcelliana -Nelle sua prefazione dice”Se Dio c’è oggi ha più che mai bisogno di qualcuno che,se non sa dire chi egli è, dica almeno chi non è…… la fede può anche soccombere davanti a questo Dio che non c’è. Ma se la convinzione che Dio esiste rimane, allora Dio può rischiare di confondersi con satana e ha bisogno di difensori, che non siano però simili al suo satanico difensore del PROCESSO DI SHAMGOROD di Elie Wiesel. Si legga, se se ne ha la forza, il discorso di Ivan Karamazov subito prima della Leggenda del Grande Inquisitore. Anche io dico “Non è che non accetti Dio, ma gli restituisco nel modo più rispettoso il mio biglietto. A Maddalena.
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Giovanni Cismondi // Febbraio 21, 2008 a 10:41 am
Ho letto con attenzione e interesse le molte opinioni di Vito Mancuso e delle molte persone che hanno lasciato riflessioni personali significative. Si parla però, sempre, di Dio. Ora, mi dico, Dio è trascendenza pura e la nostra mente, materiale, non ha la capacità per discutere di qualcosa che è invisibie e impalpabile. Il nostro pensiero, ma anche il nostro linguaggio, è limitato. Mi chiedo allora perché non si affronti questo scenario attraverso Gesù Cristo. Un Dio fatto uomo. Colui che rivela il Padre. Ci troviamo così innanzi ad un essere vivente, di carne, che parla con il nostro stesso meccanismo linguistico. E’ Lui che ci rivela Dio, Lui che ci parla del dolore. Possiamo allora ri-vedere queste discussioni attraverso di Lui? Non sarebbe, forse, più “semplice” o quantomeno più accessibile per la nostra piccolissima potenzialità intellettiva?
Grazie.
Un caro saluto a tutti.
Giovanni
Francesco G. // Marzo 26, 2008 a 12:01 pm
Siete un po’ tutti strani, vi volete per forza aggrappare a qualcosa, le mutazioni negli organismi sono casuali, il risultato ordinato e intelligente della selezione naturale avviene in milioni se non in milardi di anni, nella Natura non esiste il male, il male è solo un concetto umano (i leoni non nascono vegetariani), Maddalena è morta perché la realtà è questa, perciò quando fate un’offerta fatela soprattutto alla ricerca scientifica; ancora con questa storiella del figlio di Dio che muore per salvarci, dovreste studiare un po’ le divinità solari del passato che morivano e risorgevano in primavera, è tutto così semplice, perché vi affannate? La conoscenza è più importante della fede. Prof. Francesco G.
Marco Mastromauro // Maggio 26, 2008 a 4:24 pm
è terribile la domanda del prof. Francesco: perchè vi affannate?
E’ possibile almeno credere nello spirito dell’uomo? Nella possibilità della sua progressiva evoluzione spirituale? (Ad esempio la tortura era considerata fino a meno di un secolo fa un modo legittimo per acquisire prove giudiziarie ed ora, almeno concettualmente, ripugna alla coscienza umana.)
Una religione dell’uomo… Che poi sia fatto a immagine e somiglianza di Dio… Quale Dio?
Il Dio degli umili, il Dio delle beatitudini ma non dei vili! Se Gesù non è Dio io credo comunque in lui… in quelli come lui, visto che lui è la dimostrazione che qualcosa di divino ci deve pur essere in noi e fuori di noi.
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