di Redazione
Ed è diversa sotto molti aspetti, alcuni puramente grafici, altri – i più importanti – di impostazione. Non è solo il supporto su cui si appoggia ora, più agile, dinamico e flessibile e grazie al quale punta all’aumento del coinvolgimento e della diffusione, ad essere diverso, ma cambia anche per come ora si pone nei confronti di chi leggerà la rivista.
Diventa spazio in rete interattivo integrato, sito e blog: con questo, però non diverrà un blog tout court, esclusivamente impostato alla rincorsa di post inviati. Mantenendo la formula dell’uscita mensile dei numeri della rivista (e quindi con l’impostazione a rimanere luogo dove impostare interventi più articolati e dedicati) nel blog troveranno spazio via via approfondimenti – con collaborazioni esterne che arricchiranno il lavoro per numero e qualità – anche al di fuori delle uscite mensili, così da poter tornare a leggerci non solo in occasione del numero del mese (che raggiunge una diffusione grandissima, credeteci e per questo noi tutti Vi ringraziamo) ma anche durante il mese.
Dopo il numero 4 monografico (cui ne seguiranno altri con la stessa formula nei prossimi mesi) ripartiamo con il numero 5 già vestito a nuovo per continuare il suo percorso di progetto culturale ad ampio spettro, completamente indipendente dai mezzi su cui si muove, ma vocato alla propria diffusione nelle diverse e possibili forme della comunicazione contemporanea: cosa che non preclude ad essa l’obiettivo di diventare rivista cartacea e canale di diffusione della letteratura, libera dall’elaborazione fine a sé stessa. In un tempo di riflessioni sempre più difficili, di dimenticanza progressiva esacerbata dalla complessità del flusso informativo e dalla dispersione comunicativa, L’Attenzione continua il suo cammino con il suo messaggio inalterato: aiutare l’aumento della consapevolezza dell’uomo sul messaggio e l’esperienza umani attraverso l’arte e la scrittura, affinché la mano che si muove sul foglio e sulla tastiera non rimanga gesto fine a se stesso, ma raggiunga una donna, un uomo auspicabilmente di statura e interi, contribuendo per il poco che potrà a farveli diventare. Cercheremo di sollecitare l’attenzione con attenzione e in questo viaggio, Vi invitiamo a venire con noi.
5 risposte so far ↓
giorgio de rienzo // Febbraio 7, 2007 a 6:39 pm
Si ma mi fate capire se siete dei preti? Insomma qui vedo poeti con gli ‘attributi’ come la Calandrone e prediche da terzo mondo della cultura. Mi piacerebbe che ci fosse coerenza, lucidità, nerbo, precisione, virilità, profondità, in un sito di poesia; non cose spesso aleatorie più mistificatorie che mistiche. Insomma vediamo….
Massimo73 // Febbraio 7, 2007 a 7:12 pm
Caro De Rienzo, mi scusi se l’accolgo con un sorriso. Da giorni a questa parte non riesco a farne a meno quando penso a “cosa dovrebbe fare” un “sito di poesia”. Cosa intende esattamente per virilità di un sito di poesia ? Una manifestazione affettata di durezza ? Machismo ? E per profondità ? Ci dica lei come trattare certi temi. Ora che è aperto il blog de L’Attenzione, mandi un contributo per insegnarci e farci capire “cosa deve scrivere” un “sito di poesia”. Grazie,
Massimo Orgiazzi
massimo73 // Febbraio 7, 2007 a 7:19 pm
Ah, De Rienzo: nella risoluzione del problema che le ho posto, si legga gentilmente il manifesto e tenga conto per piacere che L’Attenzione non è un “sito di poesia”. Scusi la precisazione, ma mi er distratto. Capita d’altra parte a leggere leggerezze.
marco guzzi // Febbraio 9, 2007 a 9:25 am
Già cosa dovrebbe fare un sito che si occupi di poesia?
Io penso che dovrebbe inserire l’energia che proviene dall’esperienza poetica entro una prospettiva di critica radicale di questo mondo e della sua cultura dominante che non sa più che pesci pigliare, ma resta ferma nella sua antica arroganza…
Meno letteratura perciò, forse meno testi, e più riflessione su come scardinare il totalitarismo dell’appiattimento umano.
“Siamo preti?” Ein falscher Priester, forse, come diceva Hoelderlin. Comunque da tempo io mi sento un cristiano poeta e non più un poeta cristiano: per me è prioritario collaborare alla liberazione mia e dei miei fratelli. Me ne frego di una poesia o di una letteratura che non diano luce e sollievo, che non attenuino almeno di un grammo il peso del dolore del mondo.
Nei siti poetici circola tanta energia rivoluzionaria e spesso inconsapevolmente messianica, ma a me sembra che resti ancora soffocata dall’ingolfamento letterario, dalla “competizione”, dall’idea del tutto superata di dover ancora individuare canoni o affermare nomi o gruppi o tendenze. Tutta roba da XX secolo!
A volte mi sembra che ci stiamo contendendo i primi posti nel Salone del Titanic a pochi istanti dall’Urto.
Se da questo fermento “poetico”, da questo proliferare di blog, di autori, di commenti, di post, di riflessioni irriflesse e di domande cui nessuno risponde più, non viene fuori un’altra esperienza della creazione culturale come trasformazione attiva del mondo, di questo mondo giunto all’afasia della chiacchiera universale, allora credo che tutto questo lavoro non sarà servito a molto.
Tanti saluti affettuosi e auguri
Marco Guzzi
Luigi Di Ruscio // Aprile 7, 2008 a 1:56 pm
L’ALLUCINAZIONE di Luigi Di Ruscio
edizioni Cattedrale Ancona
“Mi ha ripreso la voglia di scrivere, succede sempre, in autunno non ho voglia di scrivere, con l’approssimarsi del nuovo anno mi riprende, è da tenere conto che ho 77 anni e mi è rimasto poco tempo, non solo perché si muore, ma anche perché uno rincretinisce. Già noto un calo della memoria che non è mai stata buona, dormo troppo, non riesco più a vedere un film intero. Figurati se posso rendermi conto di quello che succede veramente e devo immaginarne di tutti i colori. C’è un intoppo tra me e la realtà, mi sono diventati più prossimi gli anni della mia infanzia, mi consola la posizione del computer dove da anni scrivo le memorie di uno che si scorda di tutto, mentre scrivo faccio continue pause e guardo il panorama che mi scopre Oslo sino ai confini più lontani. Lavoro troppo di fantasia e Vico dice che dove è povera la memoria ricca è la fantasia.”
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